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Schegge

febbraio 3, 2012

Come se fosse importante.
È il fondo, non scorgo altri nomi sparsi all’orizzonte.
Potevamo essere felici, o provare emozioni similari.
Un formicolio di gente a invadere le vie festose.
Ma non ne ero al corrente.
Credo di non rammentare poesia.

Le sere che fine è, o meglio immaginare
luci repentine a rincorrersi ovunque vado.
Dimesso, sommer(s)so
non ho altri biglietti disponibili
per celebrare penitenze
o truffare il pubblico
con una maschera
da suscitare nodi sciolti.
Sempre saputo
dove andare
cosa fare
aggrappato
alle vostre spalle
è quieto vivere
e panacea.

Bagliori di schermi votivi
mordono la retina
discende passiva preghiera
su fermacarte cronici
attesa d’atto sospeso
travaso di sostituti ebbri
pesca eccessiva
la rete tracima
d’impulsi nervosi
tormento indugio
sperso
se e quando
staccare la presa.

Lucciole coraggiose
s’involano
d’aria assuefatta
di purezza
su rocce a picco
alla volta
di lune sismiche
e vibranti memorie
di calore –

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3 commenti
  1. icittadiniprimaditutto permalink

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Le tue ondate, quando si ritraggono lasciano sempre
    un piccolo gioiello scintillante sulla spiaggia.
    egle

    • Mareggiate che non lasciano dormire, per scoprire un sentimento autentico fra le labbra del nuovo giorno..
      Grazie Maria

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