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Parlando di Bo13

ottobre 5, 2013

bologna_via zamboni

 

 

 

 

 

 

 

Bologna piangi sempre
le stesse lacrime
un vapore freddo velenoso
sa di fetido e acido
tutta la gente che hai divorato
e non c’è più nessuno
arranco vetusto e frusto
fra un tram e gambe stanche
piccioni di nuova generazione
città senza amore
te lo sei venduto al mercato
il mercatino dimezzato
non sento voci
non sento niente
sotto un cielo sbiancato
da film apocalisse isolata
allegria di barboni
musici seduti cani pittori
terra esotica di chiese
e altre fedi sguardi bassi
la nostra tacita promessa
di lasciarci senza rimpianti
poi ci abbracciamo
e scivoliamo in qualche pozza
a scorrere altrove
a recitare parole brevi
rapide jazz beat incognito
frenesia sedata bendata
tornami in mente
quando perdo il treno
fraintendo l’incrocio
carnevale malinconico
presente incatenato al venturo
il portone della facoltà chiuso
ho scrollato legno annerito
seduto al bar invisibile
ufficio improbabile
d’oggetti perduti –

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