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Invito alla lettura: “Fortuna” di R.Carver

luglio 30, 2013

 

 

 

 

 

 

 

FORTUNA

Avevo nove anni.
Ho vissuto con l’alcol
tutta la vita. Bevevano
anche i miei amici, loro però lo reggevano.
Prendevamo sigarette, birra,
un paio di ragazze
e andavamo via, al fortino.
A fare gli scemi.
Certe volte si fingeva
di svenire, così le ragazze           
dovevano curarti.
Ti mettevano le mani
nei pantaloni mentre
tu te ne stavi lì cercando
di non ridere, o magari
erano loro che si mettevano giù,
chiudevano gli occhi e
ti lasciavano trafficare dappertutto.
Una volta a una festa papà
venne alla veranda sul retro
a fare un goccio d’acqua.
Sentivamo le voci
più alte del giradischi,
vedevamo la gente intorno
che rideva e beveva.
Quando papà ebbe finito
si tirò su la zip, per un po’ fissò
il cielo stellato – era sempre
stellato allora
nelle notti d’estate –
e tornò dentro.
Le ragazze dovevano andare a casa.
Dormii tutta la notte al fortino
con la mia migliore amica.
Ci baciammo sulle labbra
e ci toccammo.
Vidi le stelle svanire
verso il mattino.
Vidi una donna che dormiva
sul nostro prato.
Sbirciai sotto la sua gonna,
poi mi feci una birra
e una sigaretta.
Ragazzi, questa è vita,
pensavo.
Dentro, qualcuno
aveva spento una cicca
nel barattolo della senape.
Buttai giù una sorsata
dalla bottiglia, poi
un tom collins caldo,
poi un altro whisky.
E anche se andavo di stanza
in stanza, in casa non c’era nessuno.
Che fortuna, pensai.
Anni dopo,
avrei ancora scambiato
gli amici, l’amore, i cieli stellati
con una casa vuota,
senza gente, nessuno da aspettare,
e tutto il bere che serve.

Raymond Carver (tratto da Orientarsi con le Stelle – Minimum Fax ed.)

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2 commenti
  1. Ho sempre pensato e credo fermamente che la scrittura è un’opera d’arte. Ognuno ci vede quel che vuole…Io, tra le righe che riporti, rivedo me.
    Compliments 😉

    • E’ vero, Anita. Sono versi che, apparentemente forti nella loro schiettezza, celano l’indefinita dolcezza di un’età che ciascuno di noi ha attraversato, emozioni talvolta irrecuperabili, eppure presenti fra le increspature dell’anima, almeno questo è ciò che provo leggendo. Ti ringrazio.

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