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Blues Del Giovine

settembre 7, 2012

Due settimane
due anni nella foresta
a bruciare accampamenti
il sapore degli arti
fermi se il vento concede
a un’ora ignota del tempo
a soffiare vapore
su vetri opachi di memoria
che sfuma
vigore umore tuono
fermento terreno umido
dai corsi pianto sorgente
iridi brillanti
fuori da un rifugio artificiale
fuori da un cosmo sterile
tepore sudore di graffiti
fatica d’un piacere estinto
fuochi fatui nella foresta
scalpiccio di bestie solitarie
da stomaco a mente anoressica
silenzio ladro lapidato
dalle parole
quando complici tradiscono
e gelo a giustiziare ossa
lasciare non trovare
delirante visione
sulla pista d’una preda spacciata
dispersione di corpi estranei
mistero affascinante inadeguato
pelle ammalata cade
in assedi labiali disgustati
tanto stupore di scintille
tanta indifferenza al nulla
soggiogato da un caso misero
osceno, ghigno anziano
perverso d’eccessi
obliterato per andata e persa
suona remoto
suona remoto
suona
suona
suona

ssssssssssssss

una testa di serpe
un bacio indimenticabile
a suggellare
i resti
i ricchi resti
del sogno –

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2 commenti
  1. Immanchevole, divino, sogno.

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