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Ora Se Non

giugno 2, 2012

Quando i vecchi amanti
scrivono carta macchiata
e fantasie ridotte alla vanità
di un vento contrario
da leggi disoneste
idiozia d’una mancanza
ebbra d’identità strappata
ai resti d’un pasto spirituale.

Scende copiosa densa
debilitante lama sfilata
le vette dei capelli
hanno lasciato umori
dai cirri de’ comignoli
a una volta svogliata
prigione scombinata
di uomini innamorati di sé.

 

 

Sceso su strade diverse
le orbite per mano
e un’amica di sangue
potremo sorridere
scambiare lampi da feritoie
dando un senso vivente
a tempo perduto
e tempo da perdere.

Nel modo di non farci mancare
in pose rancorose stimolanti
ugualmente allineati
a fioriture sconosciute
dispersioni solitarie vetro
affiora di vene scheggiate
conclamato desiderato
desiderio d’abbandono.

Fiumi scorrono lenti
per mondare paziente
la sottana de’ miei peccati
da ripetere infinitamente
per ogni istante legato
a bave rabbiose sgolate
per il cuore secco nero
in celle incapaci criminali.

Ora se non
il profumo de’ tigli
sbeffeggia monello
un bacio con la lingua
dato di nascosto
stagione eternale
da brindare
e non fiatare!

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2 commenti
  1. aplendida chiusa

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