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Dall’Alto

marzo 27, 2012

Quando la valle s’incendiò
era così freddo da avere
i finestrini appannati
gli acciarini non partivano
e le rotule stantuffavano via
via via via vai via

Quando la gola s’infuocò
ci baciò le parti sensibili
con alito d’odio nero
a pensare a ripensare
e non aver trovato
nessuno ad attendere

Quando faceva troppo caldo
di lassù si videro uomini
affamati di sangue miele
perché le provviste
mancavano da un’eco
di tempo, solamente ai vivi

Quando la carne ardeva
fucili mitra cannoni mortai
il fumo le sere d’estate
tutti i vizi valichi di resistenza
placide aperture d’arti inferiori
ingenui esploratori smarriti

Quando era cenere zolfo gelo
cime a portata d’unghie strappate
fughe codarde per uno sputo divino
canto d’angeli castrati sul pendio
addolcito da un sollievo di resa
un sfiorare furtivo d’alto labiale –

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7 commenti
  1. vincenza63 permalink

    Sono alla presa con reazioni più diverse… sono sconvolta da immagini forti e macabre, eppure ho provato un sottile piacere nella lettura. Ho riletto. Confermo.

    Vicky.

    • Si tratta di un attacco in tempo di guerra.
      La guerra terrorizza e la notte dell’uomo è macabra.
      E danza –

  2. icittadiniprimaditutto permalink

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. sì…davvero accattivanti, questi versi…
    invischiano

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