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Essendo Stato

gennaio 29, 2012

Ho come l’impressione d’aver sognato, e non poco, la memoria trae in inganno, gli stimoli esterni, l’illegalità e i finali di settimana al sicuro in stanze riscaldate con parsimonia.

Mi capita di pensare a com’ero altrove da questa contemporaneità, inventando descrizioni sospese su un filo di sottile paradosso.

Quello che manca ora, è un domani fittizio, in volo sui bastioni che rubano lo stupore del paesaggio a due occhi chiusi su sé stessi.

I centri cittadini sembravano abbastanza spaziosi, i bar aprivano le braccia e colmavano il bicchiere come un martire dopo l’eroica battaglia, la notte non mentiva mai e distillava fiducia per ogni angolo in penombra, ogni odore che dipingeva nuovi colori sulle terga dell’occasione colta e vissuta, compagna fedele d’un ricordo a piegare le labbra in un sorriso discreto.

Non riesco ad abituare nuovi abiti a forme complesse, la pelle cambia, cade e non fiorisce.

Venti gelati calano sul deserto, la peluria sul viso pretende piogge più salate, i capelli s’invaghiscono della luna e ne riflettono il candore.

Ciò che ero è qualche istante fa, avaro di conferme, aggrappato alla tela, non trema d’emozioni, ma per inerzia gravitazionale, istinti sordi e scoppi di supernove dalle viscere del controllo sanguigno –

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3 commenti
  1. icittadiniprimaditutto permalink

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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