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Cosa Penso delle F.Feste

dicembre 23, 2011

Avvistato l’ombra di un uomo.

Si leva come alba di stomaco, fuoriesce come una falla d’esistenza, inoffensivo da respirare, alienato d’indifferenza.

Cosa pensa delle f.feste, a leggere la mente e non sarebbe male se non si trattasse di magia.

Silenzio come elemento, rotto da colpi di tosse, la notte distante con troppa energia, e quella recente.

Passiamo la maggior parte del tempo ignari delle nostre potenzialità. Incapaci.

Alternando i supermercati a stanze fumose. Sempre la stessa.

Troppe luci a deviare il cammino dei santi. Troppo desiderio stoccato in fusti nascosti in fondo al mare. Troppa nebbia sotto le scarpe, per sostenervi il peso dei vuoti a trovare.

Voi altri pensate di sentire la pressione del ventre come sacchi fradici da riempire di beni di terza, quarta e quinta necessità.

Lui è un’ombra, si ripara dal freddo pungente con una barba che non è da meno, riunisce la famiglia al desco e spezza il pane per sé.

Desidera automobili veloci, rate, e traffici internazionali di fantasie scadenti.

Il sole ogni dieci anni raggiunge un picco d’intensità ed è un eufemismo dire che poi si raffredda gradualmente, non è paragonabile all’Africa, o al deserto dei coiti in espressione e-statistica.

Guida frusti autocarri e si gode le buche che nessuno può pagare, la casa sulla sinistra che non vuol soccombere, il cielo da reattore e molteplici conti alla rovescia.

Non è consolante essere coscienti d’una fottuta festa, nonostante ostinate celebrazioni, tasti neri, tasti bianchi, bocche cucite.

Quando non usciamo è perché le porte sono scomparse, o i muri confondono le vie di fuga.

Disgraziato rallentare, la morte sorride di plastica sciolta e irresistibile di gambe allargate mostra osceno alla penombra rossa,
un piccolo cancro.

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8 commenti
  1. vorrei as_saltare su questi giorni terribili

    • Non sono giorni “terribili”, almeno dal mio punto di vista.
      Sono giorni come altri, farciti da stati d’animo di massa che, se fossero sinceri, potrebbero rendere davvero speciale ques’atmosfera ormai in via d’estinzione.
      Grazie_

  2. Molto intenso e di crudo realismo questo brano che a tratti potrebbe sembrare quasi delirante.
    Mi sono piaciuti molto questi passaggi:
    “Troppe luci a deviare il cammino dei santi. Troppo desiderio stoccato in fusti nascosti in fondo al mare. Troppa nebbia sotto le scarpe, per sostenervi il peso dei vuoti a trovare.”
    “Quando non usciamo è perché le porte sono scomparse, o i muri confondono le vie di fuga.”
    Ciao Marco

    • Il “delirio” o “flusso di coscienza” che sia, serve a rendere più fruibile questa mia.
      Decisamente crudele, d’accordo, esorcismo contro fantasmi più o meno recenti e tenebre del futuro immediato.
      Possibile che, non solo in questa occasione di festa e ritrovo, si possa ancora trovare un sentimento d’autentica benevolenza, che a forza d’estirpare maschere, i lineamenti del viso là sotto siano armoniosi e rilassati.
      Non me ne curavo tanti anni fa, o l’esperienza e l’identificazione.. in questa fase non trovo che ansia, rabbia e paura negli occhi del prossimo, e la consolazione dei beni materiali è diventata così labile da dimostrare l’urgenza con cui ogni essere umano grida il suo bisogno d’amore.
      Questo disagio potrebbe essere il principio del riscatto, o preludio al dolore che offrirà al mondo un’individuo rinnovato nello spirito e nel cuore.
      Credo sia il miglior augurio.
      Per tutti. Indistintamente.

      Grazie Annita

  3. icittadiniprimaditutto permalink

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  4. tizianatius permalink

    Ognuno serba un ricordo ed un passo breve da tenere in tasca per le notti troppo buie, io credo che molti abbiano ancora polvere di stelle da sorseggiare.
    Un saluto Tiziana

    • Quando la realtà ci lega una benda sugli occhi, a nostra insaputa, solo un sogno sa sciogliere il nodo, una voce, uno sguardo accogliente come una stanza e il focolare che tiene distante brezze gelate.
      I ricordi non scompaiono. Sono fondamenta(li), la strada che lascia scorrere il futuro.
      Talvolta vince lo sconforto.
      Altre volte ancora, vinciamo Noi.
      Grazie, Tiziana –

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