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Idiota Professionale

settembre 13, 2011

Non si sveglia sempre col bisogno di una donna, o qualcuno che gli presti attenzione.

Sono giornate intenzionalmente vuote, meglio dire d’attesa.

Aveva in mente questa musicassetta nei suoi ricordi di ragazzo, filava liscia dallo specchio trasparente della radio, così doveva essere la vita, inserimento nella società, il lavoro, il guadagno, i progetti a medio e lungo raggio.

Qualcuno aveva premuto lo stop. Una pausa, chi può dirlo? Mancava un pulsante all’appello: quello di “rallentamento”, non è possibile, doveva trattarsi di una rottura dell’apparecchio, ora appariva tutto più chiaro.

Fatto curioso, quando non si ha niente di coinvolgente per le mani, è il momento giusto per impegnarsi a fondo in imprese, disegni per migliorare radicalmente l’esistenza in generale. La carovana ha il mare sprangato.

Aspettare può essere esiziale, provoca sonnolenza.

A dormire si spreca tempo, ma si risparmia denaro.

Non gli andava di vedere gente, non aveva voglia di festeggiare.

Mangiava: giustificava questo atteggiamento con la necessità d’ingrassare dato il rischio concreto di carestia.

Un impiegato devoto al suo ruolo, quando rientrava saltuariamente in ufficio sudava abbondantemente una due ore prima di ambientarsi, non gli sembrava vero di avere qualcosa da fare, sentiva la pressione dei colleghi disperati e fra i capelli crespi sgorgavano invisibili piccole gocce di sangue.

Aveva dimenticato mogli amanti e figli, consumando frettolosamente le stagioni come scavare a mani nude per trovare sicurezza prima di brillare.

Non c’era motivo di preoccuparsi, era in buona compagnia.

Ascoltava i suoni della notte, il ferro che s’agitava nel cemento, l’indifferenza collettiva e le moto che tuonavano sulla secante insonne.

Destino beffardo per una mente sconfinata, nascere in un corpo inetto –

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8 commenti
  1. mi piacerebbe saperne di più… cosa/chi ti ha ispirato queste parole…
    questo tuo scritto è ricco di aforismi interessanti, sai…?

    🙂

    • Si tratta di un flusso di coscienza, basato su esperienze contemporanee mie e non del tutto mie.
      Il lavoro è un problema collettivo, non dobbiamo sottovalutare.
      Certamente qualche immagine bizzarra nel testo serve ad alleggerire il carico emozionale che porta con sè il tema trattato.

      Ti ringrazio per l’interesse e l’attenzione, Poemonapage –

  2. eglepiediscalzi permalink

    La tua foto continua a guardarmi, credo mi seguirà…
    egle

  3. Dal mio giardino permalink

    Mi piace il tuo stile, bel racconto.

    Franca

  4. belle parole.

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