Skip to content

Interruptus

agosto 30, 2011

Sono apparso sul sipario del mondo come il prurito innocente d’una ferita in via di guarigione.

Non dormivo da un paio di notti, la realtà diurna incalzava il sonno con fotogrammi tesi di guardrail in curva e perdite d’equilibrio.

L’ultima fase era di mare e monti.

Ho sofferto l’alito rovente che spirava dai quadranti meridionali sulla schiena, mescolavo acqua irrorando sulla sabbia arsa, mi vergognavo a mostrarmi spudoratamente fonte, sfuggivo sguardi fitti dai vicoli dell’accampamento.

Al buio era sollievo, la civetta gridava fra le fronde più elevate, i gatti lascivi si straziavano di riproduzione e pianeti rossi si rivelavano all’orizzonte, stagliati sulla foschia maleodorante, sullo sfondo delle nostre voci rassicuranti, insegnamenti da poco, per quel tanto che vale.

Socchiusi gli occhi, il circo cambia città, insensibile, indifferente, sedotto da un desiderio inspiegabile, movimento, orgasmo del prossimo parcheggio.

Ritrovai le montagne in uno stato del tutto innaturale, non si respirava e i riflessi erano falci a debilitare il cammino, chiome imbrattate di deserto, la pelle traspirò all’altezza dei lombi, un umore colostro, impurità, cloro usato, astenia diffusa.

Acquistai carne, raggiunsi l’ostello etereo, atmosfera immobile, roteavano insetti, volavano e pungevano, planavano e succhiavano, bevevo e non ne ero sazio, brace, fuoco, l’ultima cena a tramonto inoltrato, sapori forti sul palato, di veleno e carbone, vino rosso e pressione, ad ogni boccone mi sentivo soffocare di lame sopra lo stomaco, fantasticavo di resistenza, giovinezza mandata a puttane, ridendo sguaiatamente, accendevo candele e pensavo alle migliori erezioni, il tuo corpo nell’oscurità, tabacco e sorrisi in penombra.

Distesi sotto le stelle, sul “pratone”, lo squarcio della galassia “lattea” spalancava le gambe sulle cornee insignificanti, il carro maggiore s’esibiva sulla radura, volevo camminare, e qualcuno se n’era andato, assassinato, l’ultimo insetto prima di farci compagnia, chissà cosa vedevi quando ti scrutavo senza parlare, prima di concederti a memoria d’esaltazione, all’assedio dei cinghiali affamati che respingono daini e cervi, i cani umani e lupi pervasi da discrezione.

Un altro giorno ancora, già accaduto, promesse tradite da tenebre di passione e freddo mattutino, autunno improvviso, non la rivedrò mai più, cumuli di nubi rompevano i confini, invadevano i pendii, stupravano la pace con un pianto fragoroso, s’adagiavano sull’abetaia e si ricongiungevano alla volta malinconica.

Pranzo dimesso sotto una tettoia di legno, come l’azzurro ebbe la meglio mi addormentai di sollievo, il fango seccava, nonostante il frangersi delle gocce da foglie pregne, soffiò più forte e ripresi a vagare.

La sera del dì di festa, gente indaffarata col paiolo, tutto il campeggio era in fermento, manca qualcuno? Sugo di maiale selvatico, avremo enzimi sufficienti per digerire?

Dal monastero al banchetto, sacro e profano, un sacrificio che metta d’accordo tutti quanti, un patto, chi prese il sentiero e non fece ritorno, appeso al ramo, sospeso sulla gola, che le Perseidi se lo portassero, e l’acquazzone che nessuno s’aspettava.

Alla fine lo prelevarono i vigili del fuoco e la polizia, dopo gli accertamenti del medico legale.

Non sarà l’ultimo, dicono i vecchi, sarà una cena in suo onore e del suo bastone lasciato sulla rete dietro le docce, ma non lo dirà nessuno, parleremo ingozzandoci e non riposeremo per indigestione.

Il terzo giorno salpai, ma la terra santa non contribuì alla mia redenzione.

Sdraiato sul fianco, avvinazzato, udivo i devoti in preghiera, posi un rametto in verticale piantato sull’humus fertile del sottobosco e un altro poggiato sul vertice in equilibrio grazie ai suoi pigmenti legnosi, dondolava regolare alla brezza e lo aggiustavo senza farlo cadere quando s’inclinava immobile.
Fino a venir meno –

Annunci
12 commenti
  1. eglepiediscalzi permalink

    “Sono apparso sul sipario del mondo
    come il prurito innocente
    d’una ferita in via di guarigione.”

    WOW!!!! Bella sintesi.

    • Non è d’uopo abbandonare l’esistenza o non averne mai fatto parte…possono accadere delle “interruzioni”, periodi più o meno lunghi durante i quali diventiamo indifferenti, insensibilità incarnata, quando non esiste un solo elemento del creato capace di scuoterci.
      Poi un bel giorno si presenta sulla soglia un’emozione non meglio identificata, che non ha necessariamente a che fare con un atteggiamento romantico, anzi, potrebbe essere addirittura una manifestazione estrema di morte, e allora che succede?
      Si sente un fermento sulla pelle, stiamo cicatrizzando nell’anima, organizziamo una resurrezione molto realistica, e possiamo riprendere il cammino con fiducia sotto braccio e dignità per mano –
      Grazie Egle

  2. Suggestivo, ricco di similitudini inusuali e metafore originali.

    • Ho cercato di trasfiguare fatti e ambienti reali, attraverso un filtro di sensazioni.
      Chiaramente l’interpretazione da parte del lettore è libera, un sogno condiviso, accettazione, stupore, dolore e una speranza misteriosa che, come un suono in sottofondo, accompagna lo svolgimento della vicenda.
      Ti ringrazio –

  3. tizianatius permalink

    E’ stato interessante seguire i tuoi passi.

    • Non erano i miei passi, probabilmente era un volo, senza ali, una foglia portata dal vento, un profumo, un sapore sconosciuto…le meraviglie che assalgono gli occhi dalla veglia al sogno, si lasciano seguire.
      E dipingono d’affreschi sublimi le pareti della cassa toracica.
      Grazie Tizianatius –

  4. Ciao, nella Tua sensazione mi inebrio come aspettando l’alba immersa nel tramonto.
    Lieto giorno
    Gina

  5. mi piace molto quello che scrivi e il tuo stile, seguo con attenzione.
    iacopo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: