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Dal Sangue

marzo 29, 2011

Il sole s’affacciava sull’aia nel primo riflesso scomposto che mi faceva zampillare una stilla dalla pelle ancora tonificata dal sonno recente.

E ne avevo di ferite, becchi di zanzara, graffi, croste, di vita immobile e frenetica al suo crescere silenzioso, fra giochi nella polvere, i prati, le zuffe e tutto ciò che competeva l’epoca più spensierata, amata a posteriori, per differenza di raziocinio e memoria.

M’alzavano all’alba i nonni, m’avevano adottato mentre i miei erano concentrati a spalancare le porte del mondo a mia sorella.

Gli occhi stropicciati e quello strano sapore in bocca che non saprei descrivere, il bello era stare seduto fra le cassette, sopra al cassone trainato dal trattore, ad ammirare il rosa che mutava in arancione d’albicocche mature, alcune marce, ma non si gettava niente, servivano alle fabbriche de’ succhi di frutta, mi dicevano, e a tratti nel mio piccolo, m’offrivo volenteroso d’aiutarli, anche se l’austerità del lavoro scoraggiava i miei straripamenti di curiosità e gli slanci si disperdevano a profusione.

Api, formiche, e quel pastore tedesco che s’affacciava all’uscio in legno dell’orto, che m’impauriva e lo ascoltavo grattare dalla mia stanza, in fondo alle scale per entrarci in casa, ma restavo al buio cheto, per timore che sentendomi s’aizzasse e per tenere a bada le sue mosse.

Sedevo sotto al portico, mentre il nonno maneggiava qualche attrezzo, alle due del pomeriggio, o guardavo la nonna che appendeva alle travi del soffitto tre, quattro galline per le zampe, poi una alla volta tirava loro il collo come faceva il prete quando s’aggrappava alle corde pesanti della campana, prima di dire messa –

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4 commenti
  1. Immagini, ricordi, sensazioni molto ben descritte, sembra di essere lì, bambini, sotto quel portico.
    Bravissimo Marco!
    Ciao
    Lidia

  2. Sono ricordi indelebili, c’è un po’ di nostalgia, ma coesistono col sangue, un intimo tesoro che provo grande piacere a condividere. Grazie Lidia –

  3. eglepiediscalzi permalink

    Se continuo a rileggere, e continua a dissetarmi,
    vuol dire che la fonte era fresca !
    grazie
    egle

  4. E’ una delle poche cose che mi piace e mi dà sollievo rileggere.
    Sono fatti sinceri e genuinamente semplici. Spero in un loro ritorno, benchè in altre forme.
    Ti ringrazio, Egle.

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